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Vulpis (SE.it): Ulivieri? Si dimetta, dopo la figuraccia del dito medio

Facebook, maledetto Facebook“. Avrà detto così ieri sera (forse) Renzo Ulivieri, 76 anni, presidente di AssoAllenatori, ma soprattutto vice-presidente Figc, ripensando alla “guasconata” del dito medio alzato, con lo sfondo della Trump Tower di Chicago nella foto postata sulla pagina personale di FB. Un modo poco signorile di esprimere il proprio attaccamento all’ideologia comunista (a lui molto cara), ma, soprattutto, il proprio dissenso alla politica del presidente Usa, Donald Trump. E’ un suo diritto pensarla anche in modo differente, ma non si offende mai. Per me rispettare l’altro (chiunque esso sia) è un fatto normale, dovrebbe saperlo anche Ulivieri, visto il ruolo dirigenziale che ricopre in Federcalcio. D’altronde, se non parte dai dirigenti l’esempio, da chi dovrebbe partire?

Se Ulivieri fosse stato un semplice pensionato (cosa anche plausibile vista la veneranda età) nessuno avrebbe detto nulla, al massimo il commento sarebbe stato: “Che cafonata…”. Purtroppo Ulivieri è il vice-presidente della Federcalcio, un ruolo non banale, perché se domani Carlo Tavecchio avesse, per esempio, la febbre a 40 toccherebbe a lui (o a Cosimo Sibilia), rappresentare l’Italia all’estero (e non solo).

Se fossimo un Paese “normale” (da tempo ritengo che non lo sia), Ulivieri dovrebbe rimettere la carica e dimettersi da vice-presidente FIGC. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un gesto che rappresenta, almeno nel contingente, i “limiti” dell’uomo Ulivieri. Il problema, però, non è l’uomo, ma ciò che lo stesso rappresenta a livello dirigenziale.

Un collaboratore di Trump o della White House che avesse visto (perché poi diventata virale) questa foto-cafona, cosa dovrebbe pensare non solo di Ulivieri (poco male), ma, soprattutto, dell’immagine della Federcalcio italiana. E’ questo il meglio che possiamo esprimere a livello dirigenziale? Personalmente credo di no. Ma è bene ricordarlo: questo è anche un sistema (calcio) che ha bruciato e rispedito a casa il suo migliore dirigente (Andrea Abodi).

Caro Presidente Tavecchio, per essere chiari: questa guasconata finisce così o chiederà ad Ulivieri di dimettersi (perché secondo me di sua sponte non lo farà mai)? Attendiamo risposta. 

Noi di Sporteconomy non abbiamo dubbi: Ulivieri si dimetta, dopo la figuraccia della foto con il dito medio. E’ il minimo che possa fare.

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Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

2 Comments

  1. Fabrizio Vettosi
    9 agosto 2017 at 17:38 — Rispondi

    Caro Marcel,

    In effetti, pur volendo stigmatizzare ogni comportamento offensivo plateale da parte di uno sportivo, non vedo nesso tra l’azione di Ulivieri e la potenziale reazione del Presidente Federale visto che la carica di Ulivieri è fuori da ogni responsabilità diretta di eventuali sottoposti all FIGC. l’AIAC è infatti un organo non federale che tutela gli interessi degli allenatori e non, quindi, è un organo interno alla Federazione . Se si volesse punire un semplice tesserato per un gesto commesso al di fuori del contesto della gara, dovremmo squalificare a vita oltre la metà del 1,1 mil. di tesserati alla FIGC; basta vedere cosa combinano i calciatori/allenatori nei momenti extra lavorativi e non solo; non ricordi forse quante volte calciatori (e forse allenatori) si sono fatti sorprendere nel saluto romano, o con il pugno sinistro alzato, dopo un gesto “sportivo”, e certo ciò non mi sembra da meno al di la delle simpatie politiche. In sintesi, mi sembra un peccato veniale come al solito criticato dal finto casto mondo del calcio, e poi tenuto conto a chi era diretto, francamente non mi sembra dissacrante, viste le scarse prove di etica date dallo stesso all’intero globo.

    Fabrizio Vettosi

    • 9 agosto 2017 at 18:53 — Rispondi

      Caro Fabrizio,
      il gesto del vice-presidente Ulivieri è inqualificabile. Ripeto: in un altro Paese si sarebbe dimesso avendo compreso (da solo) la gravità dell’effetto di questo gesto. Però capisco che non siamo in un Paese “normale”. Detto questo la mia domanda al presidente Tavecchio, che chiaramente non risponde per le sciocchezze fatte dai suoi dirigenti/colleghi, è come sempre cortese ed educata.

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