Caso A.s. Roma – Termina l’avventura del gruppo di Vinicio Fioranelli
Ci ha provato, questo sì bisogna riconoscerlo a Vinicio Fioranelli (agente Fifa con interessi in Svizzera), ma scalare una società di calcio tra le prime 15 al mondo è arduo per molti, incluso il manager oggi residente in Svizzera.
Molti gli errori compiuti lungo la strada dagli uomini di Fioranelli. Il primo? Non aver comunicato sin dall’inizio che il Flick di cui tutti i giornali parlavano non era il magnate tedesco, ex azionista della Mercedes, ma un avvocato austriaco omonimo. Tutto lecito, ci mancherebbe, ma lì è suonato il primo campanello d’allarme da parte di Sporteconomy sull’intera vicenda. Fare chiarezza, secondo noi, è sempre premiante nella vita, figuriamoci se si vuole scalare una società di calcio quotata in Borsa.
Perchè non sottolineare subito questa omonimia? I giornali ci hanno fatto paginate, perché chiaramente il vero Flick era difficile da contattare e poi a Roma c’è da sempre una esterofilia imperante. Lo straniero piace sin dall’epoca di Paulo Roberto Falcao, figuriamoci se poi è il nuovo "potenziale" proprietario della Roma.
Noi ci siamo arrivati il 29 maggio a scoprirlo, il resto della stampa tricolore il 6 giugno, poco male.
Secondo elemento che ci ha fatto riflettere: la presenza di questa società di diritto svizzero, che tutela chi c’è dietro. Anche questo è lecito, ci mancherebbe, lo prevede la legge elvetica, ma quando ci si presenta in Borsa per acquistare una società quotata i risparmiatori devono, secondo noi (su questo tema vediamo che ancora molti giornalisti "nicchiano" e non capiamo il perché), rivelare i propri nomi. La trasparenza è tutto in Borsa. Non farlo ha chiaramente fatto calare un velo di credibilità sull’intera operazione. Era naturale aspettarselo e ci meravigliamo che Vinicio Fioranelli non l’abbia preventivato e capito prima di partire in questa operazione.
Ecco perchè per due mesi non abbiamo mai creduto che l’operazione potesse andare in porto. Troppo complessa tra l’altro per un manager, di nota fama sul mercato, ma che difficilmente poteva avere sui suoi conti una cifra così elevata.
La terza domanda cui Fioranelli (forse) non risponderà mai, ma è quella che poi ha decretato la fine dell’operazione: "Ma poi era interessato alla Roma come possibile proprietario o è stato un semplice intermediario?".
Chissà magari un giorno ci risponderà. Adesso la palla passa a Mediobanca e Unicredit. Una parola fine questa storia la deve pure avere e lo esigono gli stessi tifosi (come è giusto che sia).
Un’ultima chiosa. Capitolo Consob: siamo sicuri che Lamberto Cardia, numero uno della Consob, e i suoi "uomini" andranno a vedere le "fiche" di Borsa di questi due ultimi mesi. Potrebbe essere interessante vedere chi ha acquistato e chi ha venduto. No?
Nonostante le dichiarazioni di rito, l’avventura del gruppo capeggiato da Vinicio Fioranelli termina la propria "corsa". Una corsa iniziata circa due mesi fa sull’onda mediatica, ma che aveva sin dall’inizio poche possibilità di farcela. Ecco le nostre ragioni sul perché di questa fine. (nella foto l’agente Vinicio Fioranelli).
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