Serie A - Serie B

Rassegna stampa – I giornali romani sulla trattativa di cessione dell’A.s. Roma

La rassegna stampa monitorata dal portale giallorosso "Romatiamo.net" a livello di testate capitoline.

Deciso cambio di rotta da parte dei quotidiani sia della Capitale che nazionali. Nonostante le dichiarazioni  rilasciate ieri da Vinicio Fioranelli  sia al Corriere dello Sport che a Cuore di Calcio, i giornali credono poco nel rilancio della cordata svizerra e puntano tutto su Mediobanca che, pensano, molto probabilmente, lascerà la famiglia Sensi ancora alla guida dell’as Roma.

Il Messaggero: un jolly per la Roma
Mediobanca chiama Unicredit dando la disponibilità a individuare una soluzione sulla Roma che scongiuri, nell’interesse di tutti la via giudiziaria, lunga e traumatica, e tenga conto della posizione rigida di piazza Cordusio. Quale? Varie le ipotesi sul tappeto tra le quali il possibile arrivo di un top manager, gradito a Unicredit, a Mediobanca e condiviso dalla famiglia Sensi che gestisca il club giallorosso ai fini di procedere alla cessione. Piazza Cordusio, due giorni fa, dopo l’interruzione delle trattative fra Italpetroli e Vinicio Fioranelli e l’indisponibilità della famiglia Sensi di concedere un mandato a Mediobanca per la vendita del club, avrebbe notificato a piazzetta Cuccia e ai proprietari del club l’intenzione di rivolgersi al giudice. Ma tra l’accoglimento della richiesta di decreto ingiuntivo, anche per via d’urgenza, la notifica del ”precetto” a Italpetroli e il successivo deposito dell’atto di pignoramento sul 51% del gruppo in modo da mettere sotto chiave il 67% della As Roma, senza considerare l’inevitabile opposizione dei Sensi, nella migliore delle ipotesi sarebbe passato un mese.Troppo per non danneggiare la squadra dal punto di vista sportivo, il valore della società e quindi la tutela del credito. Ecco perchè ieri, secondo quanto risulta a Il Messaggero, alla chiamata di Mediobanca con atteggiamento molto collaborativo, Unicredit avrebbe accettato a condizione che in tempi strettissimi – massimo martedì prossimo – si perfezioni l’accordo. Sul riavvicinamento fra le due banche potrebbe aver influito il ruolo di Cesare Geronzi nel mondo finanziario italiano e i buoni rapporti fra Alberto Nagel, a.d. di Mediobanca e Alessandro Profumo, capo supremo di Unicredit oltre al fatto che, al di là degli interessi diversi rappresentati, piazza Cordusio è il primo socio di Mediobanca con l’8,66%. Rotto il ghiaccio, il dialogo sarebbe stato condotto a livello di alti dirigenti dei due istituti affiancati dai legali di Unicredit e delle Sensi.  Una riunione fra le parti avrebbe consentito di mettere sul tavolo le possibili soluzioni che soddisfino innanzitutto le esigenze di piazza Cordusio che si sente in una botte di ferro perchè Italpetroli è in mora nel pagamento dei 300 milioni di debiti. Ma in qualche modo salvaguardi l’oggetto del contendere, in questo questo caso la Magica che oltre ad essere una società quotata in Borsa – ieri il titolo ha perso il 4,73% a 1,073 euro – ha nella capitale e anche fuori un peso e un’importanza particolare. In pratica non può essere ”aggredita” da un’iniziativa giudiziaria simile a quella che può essere fatta nei confronti di un altro tipo di società. Lo stesso mandato irrevocabile a vendere assegnato a Mediobanca potrebbe essere un’azione troppo forte da influire sul valore della Roma e sui tempi della dismissione. Così potrebbe essere scelta la strada dell’arrivo di un supermanager, cioè un personaggio appoggiato da tutte le parti coinvolte, in primis da Unicredit. Il negoziato, data la delicatezza del momento, è avvolto dal massimo riserbo. Anche se ieri sera da ambienti vicini a Mediobanca trapelava ottimismo sulla praticabilità di questa via di uscita. Il manager potrebbe assumere pieni poteri in una delle società del mondo Italpetroli e avere il mandato di valorizzare la As Roma. Di fatto si tradurrebbe in un ”pegno” non nel senso giuridico del termine ma nel significato sostanziale di rappresentare la garanzia di indipendenza delle scelte rispetto alla famiglia Sensi. L’obiettivo di questa soluzione sarebbe sempre quella di arrivare a una cessione del club in modo da rimborsare i soldi a Unicredit. I colloqui fra le parti proseguiranno anche in questo lungo week end che comprende il giorno di S. Pietro e Paolo. E il Santo Patrono di Roma potrebbe portare in dono, finalmente, la schiarita da tutti auspicata, sulla Roma.

Corriere dello Sport: Roma, un giallo che continua
Fioranelli lavora. I Sensi aspettano. Mediobanca media, of course. Unicredit parla e pensa straniero. Sono le quattro immagini che, oggi, si possono mettere a corollario della vicenda societaria della Roma, tuttaltro che conclusa, anche se l’attuale proprietà, giustamente, continua a lavorare come se nulla fosse per quella che sarà la quinta Roma griffata Luciano Spalletti.  Ora tutto sembra nelle mani di Unicredit, l’istituto bancario che ha il dottor Profumo al comando, in possesso non tanto del 49% di Italpetroli, ma soprattutto un credito che sfiora i 300 mln nei confonti della stessa Italpetroli, con una rata di rientro dal debito di 130 mln scaduta il 31 dicembre e non onorata, una seconda rata in scadenza il prossimo 30 giugno e tutto fa ritenere che non sarà onorata neppure questa. Quindi tocca a Unicredit, che assicura come non sia per nulla impreparata a questa situazione, convinta di avere un jolly giusto in grado di sistemare definitivamente la situazione. Il mandato avendere è pronto da tempo (clausola con sconto compresa, sarebbe tra il 30 e il 40 % su base di 200 mln). Sullo stesso manca solo la firma di Rosella Sensi. La logica fa pensare che sarà presto messa, se non altro per evitare che la società giallorossa finisca all’asta, cosa che sarebbe imbarazzante a livello d’immagine. C’è chi garantisce che Unicredit abbia pronti alcuni clienti internazionali pronti ad acquisire la Roma, clienti che faranno felici tutti, Sensi compresi. Mistero assoluto sui nomi, però. Si può immaginare quello di Tamraz (Tamoil) che in tempi più o meno recenti ha manifestato notevole interesse per Italpetroli, quindi pure per la Roma. Per il resto meglio non fare i professori. Meglio solo dire che ci sono voci a stelle e strisce (ma Soros non c’entra). Mediobanca dal canto suo fa sapere di aver messo un punto sulla questione Fioranelli, ma che comunque non deve essere considerato un punto finale, nel senso che nei prossimi giorni l’agente Fifa riuscirà a dare le ultime risposte che deve dare, potrebbe tornare prepotentemente in testa nella corsa alla proprietà della Roma, una corsa che al momento lo vedrebbe staccato "alla Coppi" dal punto di vista del cash e dell’accordo trovato con i Sensi. Il problema da risolvere per Fioranelli sarebbe quello di garantire la tracciabilità di una parte dei soldi depositati in una banca svizzera (è l’Ubs di Zurigo). In sostanza chi deve incassare vuole sapere di chi sono e da dove arrivino quei soldi, risposta non facile da dare per una società anonima di diritto svizzero.

Il Tempo: Scatta il piano alternativo a Fioranelli
Unicredit e Mediobanca cercano una soluzione per il futuro del club. Via al piano-bis, ma c’è ancora uno spiraglio per la cordata svizzera. Ovvero messa in mora, azioni prese in pegno, tribunali e quant’altro. Questo non significa che se tra una settimana Fioranelli avrà ottenuto la garanzia bancaria a copertura del suo investimento (201 milioni di euro per il 67% in mano ai Sensi, altri 100 per lanciare l’opa) troverà una porta sbarrata davanti. Tutt’altro: la Roma sarà sua perché le condizioni – fanno sapere da Mediobanca – non sono cambiate. Una soluzione al momento lontana ma tuttora auspicata dalla famiglia Sensi che otterrebbe cifre difficilmente reperibili in un momento così delicato a livello mondiale. Nel frattempo si lavora su tavoli diversi. Unicredit ha preteso lo stop ufficiale a Fioranelli perché si potessero valutare le altre ipotesi che, è lecito pensare, sono già state delineate dalla banca guidata da Profumo, capofila tra i creditori di Italpetroli. Il «jolly» che Unicredit avrebbe pronto non è ancora stato svelato: si parla di investitori stranieri, finora rimasti in ombra e pronti ad entrare nella Roma. La banca di piazza Cordusio vuole avviare una nuova trattativa trasparente e rapida ed è quindi d’accordo con i Sensi nell’affidare ancora il ruolo di advisor a Mediobanca. Il mandato a vendere la Roma da consegnare alla merchant bank di Geronzi è pronto da tempo (200 milioni il prezzo base della quota di maggioranza del club da proporre ai potenziali acquirenti interessati, con possibilità di sconto), ma non è stato ancora firmato da Rosella Sensi. Unicredit si aspettava che questo venisse fatto contestualmente alla «bocciatura» di Fioranelli. Ma in realtà il piano-bis è già partito e può andare in porto anche senza la firma del mandato a vendere visto che Mediobanca condivide l’obiettivo finale con Unicredit: consentire ai Sensi di onorare il debito di Italpetroli attraverso la cessione della Roma. A tutte le parti in causa interessa la «sostanza» e si cerca quindi di evitare lo scontro minacciato da Unicredit negli ultimi due mesi.

fonte: Romatiamo.net

Previous post

Media - L'editoriale di Ruggiero Palombo (GazSport) sulla trattativa A.s. Roma-Fioranelli

Next post

Marketing - Il Total 90 Omni va in "pensione". In arrivo il nuovo pallone della Lega calcio.

Marcel Vulpis

Marcel Vulpis

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *