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Editoriale – Caso As Roma-Fioranelli: facciamo finalmente un po’ di chiarezza!

E’ stata un’estate calda quella della trattativa di Vinicio Fioranelli con l’A.s. Roma (nella foto una immagine dell’home page del sito ufficiale) di Rosella Sensi. Settimane di annunci, di "oggi o mai più", per poi arrivare a una dichiarazione dello stesso Fioranelli in cui si sottolineava il fatto (dopo oltre due mesi di intere pagine sui giornali sportivi, dove si parlava persino dei calciatori che avrebbe acquistato per fare grande il club di Trigoria), che lui non aveva mai incontrato la Dr.ssa Sensi e che doveva (insieme al suo gruppo) ancora analizzare i libri contabili della società giallorossa. Un non-sense rispetto, ripeto, alle pagine "bruciate" sui giornali di assolute verità che poi si sono rivelate appena rumour.

Sulle "responsabilità mediatiche" di Fioranelli non torneremo in questa sede, perchè già ci siamo espressi (basta cercare nel database dell’agenzia), sulle eventuali responsabilità legali c’è la magistratura. Alla nostra agenzia spetta solo fare chiarezza e, come in questo caso, "opporsi" a un’orda di mezze frasi, fonti di tutti i tipi (spesso mai verificate), che si sono succedute sull’intera faccenda Fioranelli-A.s. Roma. Il resto, ripeto, lo lasciamo alla magistratura e al nucleo della GDF. Sono bravi entrambi e il loro responso metterà, in un senso o nell’altro, la parola fine a questa storia, che, per troppo tempo, secondo il nostro modesto parere, ha ricevuto eco sui giornali di mezza Italia. 

Di recente una persona molto conosciuta negli ambienti giallorossi, di cui non farò il nome, incontrandomi per ragioni di lavoro, mi ha detto: "Sei stato l’unico giornalista a Roma che si è opposto a Fioranelli…forse se la Sensi è ancora sulla sua poltrona lo deve anche a te". A questa persona, anche un po’ seccato, ho risposto testualmente: "Ti sbagli! Non c’è giornalista a Roma o in Italia che possa decidere le sorti di un club di calcio, tra l’altro quotato in Borsa…A Roma, un determinato gruppo di persone, in un determinato momento, ha ritenuto che il peso dei giornali potesse vincere sulla concretezza di una proposta economica. Quello è stato l’inizio della loro fine. Ma è solo colpa loro, nè di Sporteconomy o della Sensi. Chi crede di poter dominare attraverso i giornali sbaglia enormemente, anche perchè (e ho riso, ndr) forse non sa che, ormai, i giornali in Italia non li legge più nessuno. Quindi è fatica sprecata a priori". 

Un ultimo invito lo rivolgo ai colleghi-giornalisti: 

a) non trattate l’economia dello sport come il "calcio-mercato". Sono due materie enormemente differenti. Rischiate solo di fare danni e di continuare ad essere ascoltati dalla Consob (prima o poi si rischiano ammonizioni dall’Ordine e anche qualcosa di più grave). Se non sapete aggiornatevi o è meglio persino non scrivere. Almeno non si fanno danni;

b) non trattate le società quotate in Borsa come tutti gli altri club. Ogni informazione scritta in modo scriteriato può creare turbativa, oltre che disinformazione.

c) e soprattutto fate più "verifiche". E’ l’abc di questa professione. E se non le trovate non scrivete. Meglio arrivare per ultimi alla verità, che per primi a un finto scoop. 

Anche il caso del magnate russo (che poi ha smentito nei giorni successivi), interessato secondo alcuni ad acquistare il club di Rosella Sensi, fa capire come, ormai, ci sia una "scuola di pensiero" (ma con la tastiera del pc sempre calda) pronta ad alimentare, anche in buona fede, i sogni dei tifosi della Roma. Questo, però, non è giusto sia nei confronti dei tifosi, sia nei confronti dei lettori.

A tutti i colleghi Sporteconomy non ha mai negato un consiglio o un chiarimento in materia. Opera di supporto che continueremo a fare anche nel futuro. Chi ci conosce sa che amiamo la "condivisione" e non viviamo questa professione come un’emanazione druidica. Quando i giornalisti, quale che sia il settore, capiranno che è arrivato il tempo di confrontarsi, forse questa categoria riuscirà a crescere nuovamente. Altrimenti il declino è un inevitabile destino, senza appelli.

* Marcel Vulpis – direttore responsabile agenzia stampa Sporteconomy.it

Ringrazio, infine, personalmente le centinaia di tifosi "veri", che ci hanno sostenuto durante questi mesi spingendoci a cercare di fare chiarezza quando l’onda mediatica ci dava per sconfitti a priori. A loro va il maggiore ringraziamento, anche perchè sono nostri "nuovi" lettori e i più fedeli tra gli abbonati. 

 

L’iscrizione dell’agente Fifa Vinicio Fioranelli nell’elenco degli indagati per le sollecitazioni che il titolo A.s. Roma ha fatto registrare negli ultimi mesi non ci stupisce. Anzi, ci avrebbe stupito il contrario. Ovvero, che a fronte di un vero e proprio "ottovolante" borsistico, finisse tutto in cavalleria. L’elenco degli indagati è destinato, tra l’altro, ad ingrossarsi, perchè è chiaro che non è una faccenda che coinvolge solo il Dr. Fioranelli. Per essere più realisti del re, c’è da sottolineare che lo stesso Fioranelli è attualmente solo indagato e non "colpevole" come vorrebbe la stampa, che, fino a poche settimane fa, lo ha più volte idolatrato. Ma al di là di come finirà l’indagine in corso, ci interessa come agenzia d’informazione spiegare alcuni passaggi che non sono chiari a tutti (purtroppo), quando si parla (o meglio ancora si scrive) di titoli quotati in Borsa. (nella foto l’immagine di Vinicio Fioranelli).

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Marcel Vulpis

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