Affaire Bari – Gli affari di JMJ e della miliardaria Ivana Trump
La multimiliardaria Ivana Trump e i texani della JMJ Holdings (specializzati in hotel, resorts e residences ultra-lussuosi) sono in affari già da un po’. Nell’ultimo business che li vede insieme, la JMJ Hospitality è diventato "brand manager" e responsabile per lo sviluppo dell’ambiziosissimo progetto "Le Diamond Ivana Trump". A dire il vero, più che di un unico progetto, si tratta di un unico concetto messo a punto dal Gruppo "Darvesh": costruire nei luoghi più chic di Medio Oriente ed India, le abitazioni più lussuose del mondo. In questo caso di tratta delle "torri gemelle disegnate da Ivana Trump".
Il contratto con cui la JMJ Hospitality si impegna con la Trump risale al 18 marzo del 2008 e, ovviamente, prevede anche la partnership con il multimiliardario "Gruppo Darvesh" (che, a sua volta, ha creato la propria "Divisione Lusso" assieme alla Trump). In quell’occasione, il n°1 di JMJ, Timothy Barton, commentò entusiasta "la reputazione universalmente riconosciuta di Ivana Trump nei settori Lusso e Design" e disse che grazie a questo e grazie alla loro splendida "location in Dubai", avrebbero fatto faville ("l’elite del mondo vorrà far parte di questo sviluppo", disse Barton).
Un comunicato stampa dell’epoca spiegava che JMJ si sarebbe impegnato a costruire in Dubai and Bahrain le prime "twin towers" disegnate dalla Trump ("Le Diamond Ivana Trump projects", appunto) e che l’edificazione sarebbe iniziata nei primi mesi del 2009. La "mente" di questo business sarebbe proprio il Gruppo "Darvesh" che ha deciso di creare brand d’altissimo profilo in partnership coi più grandi nomi dell’imprenditoria, della moda e dell’industria cinematografica.
Ma Trump e Barton sono soci in affari sin dal 2006. Quell’estate, infatti, la JMJ Holdings annunciò che aveva concluso un accordo con l’icona internazionale. Anche in quel caso c’era un danaroso partner mediorientale (o, meglio, con base legale in Medioriente), ovvero il Damac Properties di Dubai. E anche allora l’obiettivo era di creare un brand del lusso nell’ambito del quale costruire residence da sogno. La città prescelta in quel caso era Beirut e il nome del progetto era "la Residence by Ivana Trump". A luglio di quell’annno, però, quel progetto da 150 milioni di dollari naufragò. Si disse che era colpa del conflitto israelo-libanese.
fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
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