Chiamparino: i grandi sponsor devono svegliarsi
Singolare intervento del sindaco di Torino (Sergio Chiamparino) questa mattina sulle colonne de Il Messaggero. Intervistato sul tema dei 180 mln di di euro che si trascinerebbero le Olimpiadi di Torino ha risposto in questo modo.
Come va colmato, questo buco da 180 milioni di euro?. Intanto non mi sembra così grave ed è correggibile. Guardiamo alle minori entrate da sponsor. Mi rifiuto di credere che colossi come Eni, Enel, Poste e Ferrovie, che per ora latitano, non siano in grado di tirar fuori insieme cinquanta milioni a testa, cioè dodici a testa, quando Finmeccanica, da sola ne ha messi otto. Per le Paralimpiadi, poi le Olimpiadi dei portatori di handicap, c’era un impegno del Parlamento per venti milioni di euro: ne dia almeno dieci. Altre risorse potranno venire dalle fondazioni bancarie.
Al riguardo come redazione giornalistica ci permettiano una considerazione. La cosa incredibile dell’affare Olimpiadi di Torino (sempre che sia un affare) è che prima, in fase di candidatura, c’è stata la corsa a mostrare disponibilità (anche in termini finanziari). Successivamente c’è stata la corsa ad occupare i posti di maggior prestigio. Oggi, scoperto che l’evento è più un peso che un’opportunità, si ritiene che, ancora una volta, in caso di problemi sia lo Stato o indirettamente le sue aziende a partecipazione pubblica a dover sanare le falle dello sport italiano. Il giudizio finale sull’intera faccenda lo lasciamo ai lettori del portale, ma è indubbio che anche dodici milioni di euro a testa (come dice Chiamparino) sono il fatturato di una media-grande azienda italiana e non si spendono, se non c’è un reale abbinamento o ritorno d’immagine/economico per l’azienda-sponsor.
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