Serie A - Serie B

Editoriale – Calcio italiano: un sistema che non va…

Un interessante articolo de "Il Mondo" di questa settimana porta a una serie di riflessioni sul tema dei debiti del calcio tricolore. La classifica del debito lordo 2008 mostra una singolare sfida Nord-Centro tra l’asse Inter-Milan-Juventus e il binomio Roma-Lazio. I campioni d’Italia totalizzano 395 mln di euro in esposizione finanziaria, seguiti dai cugini rossoneri (364 mln) e dai bianconeri (236 mln). Roma e Lazio sono un gradino più giù, ma l’esposizione è pur sempre alta: rispettivamente 141 e 131 mln di euro. Questi cinque club sommano più di 1 miliardo di euro di esposizione,circa il 50% di quella totale del sistema serie A (stimata in più di 2 mld di euro).

Una prima riflessione nasce spontanea: ma per quanto tempo ancora queste strutture potranno continuare a rimanere attive se non ci sarà una sostanziale ricapitalizzazione? Processo, quest’ultimo, che in quota parte ha attivato di recente l’Inter di Moratti. La seconda riflessione è ancora più spontanea: qual è quel presidente-proprietario, ma anche imprenditore, che continua a investire in una società che non solo non produce utili, ma anzi genera perdite superiori alla norma? Non c’è qualcosa di molto anomalo in questo sistema? Non è (forse) arrivato il momento di portare dei correttivi e di distinguere una volta per tutte la proprietà dal management, così come avviene in tutto il mondo nelle aziende che intendono confrontarsi quotidianamente con il mercato? Non ci piace essere delle "Cassandre", m è chiaro che questo sistema, così come è organizzato e strutturato, non porta assolutamente a nulla.

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Marcel Vulpis

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