Pieno di sponsor per i finalisti del Pallone d’Oro
Tre podi per tre personalità diverse: da un Iniesta che ostenta semplicità nei suoi Levi’s jeans, a un timido Messi impegnato nel sociale (è testimonial Unicef) fuori dal campo di calcio, ad un Ronaldo che rappresenta il calciatore metrosexual per eccellenza.
Oltre che calciatori di talento, i tre sono diventati dei veri e propri prodotti commerciali “glocal” (piacciono ad aziende nazionali e multinazionalu. Se CR7, marchio con il quale è noto il fantasista del Real Madrid, in Portogallo ha appena rinnovato il contratto che lo lega da nove anni alla Bes (Banco Espírito Santo) fino al 2014, il suo volto è ormai un simbolo sul mercato mondiale per marchi come Nike,
Castrol e Konami.
La “Pulce” Messi si aggiudica invece il mercato latinoamericano, dove con Telefónica e RepsolYPF domina i media. Oltre alla partnership tecnica
con Adidas, il suo volto troneggia nelle pubblicità di PepsiCo, Herbalife, EA Sports, Cherry, Audemars Piguet, Dolce & Gabana, Gatorade, Danone e Damm. Sempre stando ai dati di Forbes, l’argentino
intasca poco più di 30 milioni di euro l’anno.
Tra i tre resta in coda Andres Iniesta (calciatore dal tocco sopraffino), che guadagna 7 milioni di euro, secondo France Football. I suoi investimenti sono tutti nella bodega di vini di famiglia e di recente ha deciso anche di investire nell’Albacete, il club del territorio di provenienza di Iniesta.
Il Pallone d’oro è un affare per le icone del calcio. Il prossimo 7 gennaio a Zurigo verrà assegnato il 56° trofeo, gestito ormai da un triennio da France Football (fondatore del premio) e la FIFA. In lizza
tre top player: Lionel Messi (pallone d’oro uscente), Andres Iniesta (l’outsider di lusso), Cristiano Ronaldo (l’erede ideale di Beckham nello show biz mondiale).
Un premio al talento individuale (al miglior calciatore e allenatore) nel segno del business sempre più spinto. Negli ultimi dieci anni ad avere la meglio sono stati i testimonial del binomio
Nike-Adidas. Uniche eccezioni a questo predominio in ambito marketing, Nedved nel 2003 e Shevchenko l’anno successivo, che vestivano rispettivamente Uhlsport e Lotto.
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