Serie A - Serie B

Rassegna stampa – Duro “j’accuse” de La Gazzetta dello Sport su Fioranelli

GAZZETTA DELLO SPORT – C’è una domanda da porsi di fronte ad una vicenda dai contorni ogni giorno più squallidi: sicuri che i tifosi della Roma si meritino tutto questo? Che Vinicio Fioranelli continui a non dare notizie di sé, a circondarsi di persone quantomeno equivoche? Che nessuno – le banche in testa – chiarisca quali altre garanzie debba presentare, se prima ne abbia presentate di valide, insomma che cosa manchi? Che la Roma, comunicati a parte, continui a restare in silenzio? E, infine, che ogni giorno si debba registrare il risultato contrario (o quasi) del giorno precedente, come se questa storia fosse diventata un tira e molla? Ieri un’altra giornata è passata senza che Fioranelli producesse l’ultima garanzia richiesta da Mediobanca. Non si sa con precisione di che tipo di garanzia o fideiussione si tratti. L’enturage dell’agente Fifa fa sapere che lo scoglio principale per la banca resta la provenienza dei fondi. Ma non specifica se il problema è legato al coinvolgimento di Massimo Pica (ex proprietario della Eldo elettrodomestici) o alla provenienza estera di certi titoli bancari prodotti in questi due mesi. Fioranelli, al riguardo, tace. Limitandosi a smentire con un breve comunicato il coinvolgimento nella trattativa (data per “tuttora in corso”) di alcuni membri di una società satellite del suo gruppo sostanzialmente quell’Adriano Di Palma (ex promoter finanziario, radiato e poi riammesso dalla Consob) citato nei giorni scorsi da alcuni quotidiani. Dunque, Fioranelli temporeggia ma non è ancora stato fatto fuori, anche se gli indizi ormai ci sono tutti. Forse Mediobanca, con i contatti che ieri sono stati molto fitti, gli ha concesso altro tempo. Ma quanto? E che cosa intende fare Unicredit, per cui il tempo è scaduto da un pezzo? La banca che considera ormai terminata questa trattativa vuole far scattare al più presto il Piano B, per rientrare di parte dei debiti di Italpetroli: Rosella Sensi conceda immediatamente il mandato a vendere a Mediobanca, si stabilisca una base d’asta pari a circa 200 milioni( con sconto massimo del 40 per cento) e si conducano con gli investitori eventualmente interessati trattative lineari e trasparenti. Perché questa trattativa con Fioranelli è tutt’altro che trasparente, anzi piuttosto torbida. A cominciare dalla composizione della cordata: ancora misteriosa, per esempio, l’identità ed il ruolo di Volker Flick. E quantomeno strani certi comportamenti degli uomini di Fioranelli. Ieri per esempio, i suoi legali hanno minacciato comunicati di fuoco contro la Sensi, le banche, e le accuse alla stampa, ne hanno resi edotti siti, radio e giornali, poi sono tornati sui propri passi annunciando un comunicato della Italpetroli che non è mai uscito. Mentre il procuratore Vincenzo Morabito, intimo di Fioranelli, ha rivelato “Possibile che qualcuno della cordata si sia tirato indietro, ma non Vinicio”. Che la vicenda stia diventando torbida se ne è accorta pure la Consob che sta indagando.Duro j’accuse de La Gazzetta dello Sport su Vinicio Fioranelli, messo on line dal portale giallorosso "RomatiAmo.net".

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Marcel Vulpis

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